Omelia - 2 maggio 2008

Oggi mi è concessa la grazia di celebrare l’Eucaristia con voi. Facciamo memoria di S. Atanasio, vescovo e dottore della Chiesa. Nacque ad Alessandria d’Egitto nel 295 dopo Cristo e fu fatto Vescovo di quella Comunità cristiana a 33 anni appena; tre anni dopo il Concilio di Nicea. In quel Concilio si affermò che Cristo era vero Dio fattosi anche vero uomo. Ma un prete della sua diocesi, Ario, con tanti altri cristiani rifiutò questa verità base del Cristianesimo. L’Arianesimo si diffuse rapidissimamente in tutto l’impero romano, tanto che S. Girolamo, il grande traduttore della Bibbia in latino, scrisse: Il mondo si risvegliò improvvisamente ariano…
Ci voleva un lottatore come Atanasio, dal carattere simile a quello di S. Paolo per ricominciare da dentro la Chiesa, un recupero dei cristiani e dei preti fuori dell’Ortodossia. 
E fuori dell’Ortodossia erano finiti anche i politici di allora, gli stessi Imperatori dell’Impero d’Oriente e d’Occidente, che lo perseguitarono in tutte le maniere. E lui si mette in fuga per non essere preso, fino a rifugiarsi tra i Monaci eremiti del deserto di Egitto, così lontani da tutte queste lotte ed a raggiungere Roma e Treviri in Germania, trovando il tempo di diffondere il monachesimo egiziano anche lassù. 

S. Atanasio vissi dentro e fuori del mondo di allora. Contemplativo ed attivo. Dolce quando era immerso in Dio, ma aggressivo ed astuto, anche nel linguaggio, quando doveva salvarsi dai furbi che lo volevano condannato e morto.
Vi ho detto questo perché oggi, in un mondo che s’è globalizzato, e abbraccia tutti i popoli della terra, stiamo tutti respirando un laicismo subdolo ed intrigante. Cioè un modo di pensare l’uomo e l’universo come se Dio non esistesse. 
Il laicismo è nato in seno al cristianesimo d’Europa come filosofia che intende negare qualsiasi trascendenza, la divinità di Cristo, le radici cristiane dell’Europa. E tenta di ridurre qualsiasi forma religiosa del mondo intero ad un bisogno psicologico dell’individuo debole. Ogni religione è frutto di miti o di ideologie… Si sacralizza ciò che non si riesce ancora a raggiungere con la scienza
Dalla prima lettura di S. Giovanni Apostolo, appare chiara l’alternativa che ci viene proposta: tutto ciò che è nato da Dio vince il mondo; e questa è la vittoria che ha sconfitto il mondo: la nostra fede. E chi è che vince il mondo se non chi crede che Gesù è il Figlio di Dio?
Come vedete siamo ben lontani dai vari Codici da Vinci, che ci propongono un Cristo solo profeta o solo uomo, fino al degrado di un peccatore come tutti.
Giovanni insiste: E in questo consiste l’amore di Dio, nell’osservare i suoi comandamenti; e i suoi comandamenti non sono gravosi.
Oggi, c’è un ulteriore lotta per tutti i battezzati. Ed è quella contro il relativismo etico, introdotto pure esso dal laicismo, che pretende sostituire la morale cristiana, alla stessa maniera con cui la ragione dovrebbe sostituire la fede. Lo confermano fatti scandalosi o tragici di ogni giorno a partire da quel che succede dentro le famiglie, che in Occidente sono in maggioranza famiglie cristiane. 

Voi siete convenuti a Roma da molte parti del mondo per riaffermare e vivere un risveglio forte, dinamico nella fede in Gesù Cristo, come Atanasio, come i tanti laici del suo tempo che volevano recuperare una società in crisi, come i tanti eremiti quasi tutti laici che erano assettati di contemplazione pura.
Anzi, se cristiano vuol dire Alter Christus, altro Cristo, Ipse Christus, lo stesso Cristo, altro inviato da Dio Padre dentro una società che lo mistifica o lo rinnega, non aspettatevi gratificazioni dall’ambiente dove operate. Gesù disse: Hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi. Come Atanasio, come tanti altri dei giorni nostri. 
E quando vi perseguiteranno in una città fuggite in un’altra. Ma non per tacere o per nascondervi, ma per continuare ad annunciare ed esporvi a nuove persecuzioni.
Chi persevererà fino alla fine sarà salvato. Lo dice Gesù, che aggiunge: Beati i perseguitati per la giustizia, di essi è il regno dei cieli.
La giustizia annunciata da Cristo, non va intesa come giustizia sociale, economica, ottenuta anche con la forza, ma equilibrio, divino nel gestire le cose umane. Corrisponde alla mitezza, quella che fa possedere la terra. Il che presuppone un disinteresse pieno per i successi della propria persona, un superamento del bisogno di gratificazioni nell’ambiente in cui si opera. Gratificazioni che raramente arrivano. 

Che vuol dire azione cattolica? Esattamente questo: una irresistibile voglia di muoversi con l’equilibrio di Cristo, frutto non di ideologie umane, di rivalse tecnico-culturali, di superiorità economico-politiche, ma d’una adesione da innamorati a Cristo, irrorata di preghiera e di contemplazione. Diceva un santo: il mondo va male perché non si prega. Ed io ratifico la mia convinzione che i mezzi sicuri per portare a compimento la volontà di Gesù, prima dell’agire e del darsi da fare, sono: pregare, pregare, pregare, espiare, espiare, espiare e camminare, camminare instancabilmente verso la santità. Osservate, osservi ciascuno di noi, che fra la santità e la preghiera esiste necessariamente una relazione tale che non è possibile l’una senza l’altra. E’ verità questa frase di San Crisostomo: “Penso che risulti evidente a tutti che è semplicemente impossibile vivere virtuosamente senza l’ausilio dell’orazione” (de praecatione, orat. I).
I documenti ecclesiali  e in modo particolare la Christifideles laici che state esaminando in questi giorni contengono pagine stupende. Tutte da approfondire, da assimilare, da far conoscere, da pregare. 
Come Azione Cattolica, con tutte le inculturazioni richieste secondo i Continenti, vi diffonderete in proporzione che ancorate l’azione alla contemplazione; al vedere, cioè, con gli occhi di Dio gli avvenimenti umani attorno a voi, e all’orientarli verso di Lui che è il vivente e continua a guidare la storia umana, anche se qualche scrittore ha gridato che per la civiltà attuale Dio è morto. Cristo l’ha detto: Sarò con voi fino alla fine del mondo

Ed io guardando ai vostri volti e pensando alla Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, dove mi trovo ad operare, aggiungerei, come augurio e messaggio: Cristo è con noi fino alla fine del mondo ma vuole ciascuno di noi con Lui fino ai confini del mondo.
Ci vuole come protagonisti di una prima o di una nuova evangelizzazione. Fatto con la sapienza e la fortezza che ci vengono dallo Spirito Santo ricevuto in abbondanza nel Sacramento del Battesimo e della Cresima.

V ASSEMBLEA ORDINARIA- Roma, 27 aprile/4 maggio 2008
PER LA VITA DEL MONDO (Gv 6,51) Laici di Azione Cattolica a 20 anni dalla Christifideles Laici!"