Omelia del Cardinale Leonardo SANDRI
Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali – FIAC

29 aprile 2008
Cari Amici,
In questa liturgia condividiamo il ringraziamento a Dio per averci dato Santa Caterina da Siena. Era una vergine “ardente del Suo Spirito di Amore”! E’ esemplare per i discepoli del Signore di tutti i tempi perché in lei Dio ha unito ciò che costituisce l’essenziale dell’identità e della testimonianza cristiana: “la contemplazione di Cristo crocifisso e il servizio ecclesiale”.
Lo attesta la colletta della Messa di oggi, offrendoci la chiave interpretativa di ogni missione ecclesiale. Sarà fecondo il servizio dei ministri ordinati, come quello dei consacrati nella vita religiosa, e quello dei laici, se questo intreccio tra contemplazione e servizio rimarrà sicuro e crescerà insieme.
Chi sono i laici del terzo millennio cristiano se non uomini e donne dediti alla “contemplazione e al servizio”, che amano la storia e la vivono con intensa sensibilità cristiana?
In questi giorni voi rileggete il magistero del Servo di Dio Giovanni Paolo II contenuto nella Christifideles Laici, e sono certo che dal cielo vi accompagnerà quel vostro grande amico che fu il Cardinale Eduardo Pironio: anch’io lo porto sempre nel cuore per i vincoli di amore in Cristo sorti dall’appartenenza alla stessa terra d’origine e per essere egli stato il mio Rettore in Seminario negli anni 60-63.

Volete per così dire “tornare alle fonti”. Il documento vi riporterà spesso al Concilio Vaticano II. E’ un dono di grazia da rivisitare nel segno di quella continuità con tutto il cammino ecclesiale che produce le novità autentiche, quelle che edificano e mai dividono. Ce lo insegna autorevolmente Papa Benedetto. Così anche il mio pensiero torna volentieri alle origini conciliari, al discorso di apertura, dal titolo “Gaudet Mater Ecclesia”, nel quale il beato Giovanni XXIII affermava che la Provvidenza “ci sta conducendo ad un nuovo ordine di rapporti umani, che, per opera degli uomini e […] al di là della loro stessa aspettativa, si volgono verso il compimento di disegni superiori e inattesi; e tutto, anche le umane avversità, dispone per il maggior bene della Chiesa” (Gaudet Mater Ecclesia, 11 ottobre 1962).
Fiducia e amore per il nostro tempo, insieme al realismo che sa vedere le ombre perché destinate a lasciare comunque il passo alla luce. Sono queste le note distintive di quella maternità che la Chiesa ha ricevuto come condizione e come compito “sponsale” dal Suo Signore. La Chiesa partecipa a ciascun battezzato questa sua sensibilità. Con lei diventiamo capaci di condannare l’errore rispettando l’errante e sapendo spargere ovunque il balsamo della misericordia. Così la Sposa di Cristo si mostra “esperta di umanità”, forte nella conoscenza dell’amore di Cristo, colma della consolazione dello Spirito Santo, di cui fa dono ai suoi figli.
La contemplazione del Crocifisso non ci estranea dalla storia. Ci colloca, piuttosto, nel vivo della storia, senza essere “sballottati dalle onde”, sicuri di avere qualcosa di decisivo da affermare, o meglio “Qualcuno” da annunciare.
E’ ancora il beato Pontefice, nel citato discorso, ad indicare “il problema immutato posto davanti al mondo: il Cristo, sempre splendente al centro della storia e della vita”. E gli uomini sono chiamati a scegliere di stare con Lui e perciò inscindibilmente con la sua chiesa, godendo e portando luce, bontà, ordine e pace, oppure a rimanere senza di Lui e senza la sua Chiesa, o addirittura contro di Lui e la Chiesa, diventando motivo di confusione e causando asprezza di umani rapporti e persistenti pericoli di guerre fratricide (cf ibid).

Cari fratelli e sorelle,
l’Azione cattolica è chiamata a testimoniare il Cristo splendente davanti al mondo, a dire con parole sempre nuove che “Dio è luce e in lui non ci sono tenebre” (I Gv 1,5ss).
Ma la lampada della nostra fede abbonda dell’olio evangelico necessario per questo compito? (cf Mt 25,1-13)
La nostra vita non sarà in grado di illuminare se non si consegnerà liberamente, non una volta per tutte, ma ogni giorno in modo nuovo, alla luce. E solo “Dio è luce”, perché solo “Dio è amore”!
La contemplazione è questo consegnare noi stessi, con tutte le nostre povertà, alla luce pasquale. La contemplazione, che diventa fecondo e instancabile servizio ecclesiale, è un dono esclusivo di Dio! Ma noi, purtroppo, non imploriamo abbastanza questo dono per i nostri pastori e per i fedeli laici. Ci esorta oggi santa Caterina a chiedere con insistenza l’olio della contemplazione del Crocifisso.
“Dateci del vostro olio”, ci chiedono i molti che anche oggi guardano con simpatia alla Chiesa. I molti che si impensieriscono ancora oggi accostando il vangelo. E quanti sono positivamente impressionati dalla carità dei cristiani. I molti che volentieri ascoltano, anche oggi, il Successore di Pietro per la sua franchezza, per la sua profondità di pensiero cristiano e umano, la sua libertà e parresia di maestro e padre. La Chiesa rimane per molti un riferimento senz’altro superiore a ciò che è meramente umano. Non lo ammettono apertamente. Talora lo nascondono sotto la critica più o meno esplicita. Ma non si può negare come Cristo nella sua Chiesa continui ad interpellare i cuori!

Cari fedeli laici,
non deludete questa simpatia della storia verso la Chiesa e quanti ci dicono: “dateci del vostro olio”. La risposta è che quell’olio è la nostra stessa vita quando si volge verso Cristo con la conversione. La risposta è che l’olio è la nostra libertà, la quale se si avvicina a Cristo ritrova la sua sorgente e il suo compimento. Solo Dio ci dà questo olio. Questa convinzione ci è chiesto di trasmettere chiaramente nella quotidiana testimonianza. Dovremo perciò nutrirci degli immensi tesori della liturgia, della bibbia, della patristica, della spiritualità cristiana. Brillerà la testimonianza dei laici se sapranno dare sostegno alla famiglia e all’educazione; se saranno presenti nel vasto mondo del lavoro, della cultura, della socialità, delle grandi povertà, della difesa della dignità di ciò che è autenticamente umano secondo Cristo. Ci conceda il Signore laici competenti nella loro professione, che faticano seriamente per essere all’altezza delle circostanze. Il Signore e l’umanità meritano il meglio di noi stessi e il pieno sviluppo dei nostri talenti. Penso al talento della radicazione dell’Azione Cattolica nel tessuto parrocchiale, diocesano e nazionale, e allo spirito veramente universale che ne consegue.
“Dateci del vostro olio”, allora, vuol dire: fateci intuire le ragioni vere per le quali impegnate la vostra unica vita in compagnia della Chiesa di Cristo. Meglio ancora: fateci intuire che Cristo è la luce dei cuori e delle genti.
Questo chiedono tanti nostri compagni di viaggio, ancora oggi!

Cari amici,
Vi assicuro cordialmente la mia preghiera e chiedo la vostra per le amate Chiese Orientali Cattoliche. Sono le prime testimoni della Pasqua e della Pentecoste. Solo insieme a loro, noi figli della Chiesa latina, possiamo trovare le parole più convincenti per dire il vangelo all’uomo contemporaneo. L’Oriente cristiano ha una particolare capacità di convincere il cuore dei giovani: non dimentichiamolo! Il carisma dell’oriente cristiano appartiene a tutta la Chiesa e per troppo tempo non ha potuto brillare per nostra dimenticanza.
Desidero ringraziarvi per il forum internazionale dei giovani che si è svolto in Terra Santa dal 28 dicembre 2007 al 6 gennaio 2008. Come vi ringrazio per quanto compirete in futuro. Continuate ad implorare la pace per l’Oriente e per il mondo. Dall’Oriente è venuta la luce di Cristo. Venga dall’Oriente anche la pace di Cristo! Vi chiedo soprattutto per i fratelli e le sorelle del Medio Oriente solidarietà spirituale e materiale. E rinnovo a voi, cari amici dell’Azione Cattolica, l’augurio di buon lavoro. Sia la Santa Vergine Immacolata a rendere più cristiani i nostri intenti. Da Lourdes, dove sarò domenica prossima per un incontro con i cattolici maroniti, mi unirò spiritualmente al vostro grande raduno con il Papa in Piazza san Pietro. Tutti ci sostenga la forza e la gioia di Cristo Risorto. Amen!


V ASSEMBLEA ORDINARIA- Roma, 27 aprile/4 maggio 2008
PER LA VITA DEL MONDO (Gv 6,51) Laici di Azione Cattolica a 20 anni dalla Christifideles Laici!"