Siria: in una Homs assediata i gesuiti ospitano una trentina di famiglie
Radio Vaticana, 28.06.2012
 
"La città vecchia è occupata da uomini armati. Tra i civili intrappolati, 160 cristiani e fra i 400 e i 600 civili musulmani sunniti, c'è anche un religioso.

Nella casa dei gesuiti, tra i quartieri di Hamidiyeh e Bustan Diwan, sono ospitati circa una trentina di famiglie, molte donne e bambini": lo racconta all'agenzia Misna una fonte raggiunta nella città sotto assedio da settimane, dove la popolazione è ostaggio del fuoco incrociato dell'esercito e dei gruppi armati. Da giorni la Croce Rossa sta provando a negoziare un passaggio sicuro per i civili bloccati nei quartieri del centro storico, ma finora ogni tentativo si è rivelato infruttuoso. "L'esercito acconsente all'evacuazione dei civili, ma non a quella dei combattenti feriti, che necessitano cure e assistenza medica e così ogni trattativa finisce in uno stallo" spiega la fonte per cui "nella zona, solo un forno è rimasto attivo e pochi coraggiosi, al mattino si azzardano a uscire per comprare un po' di cibo".

Al centro del negoziato, l'ipotesi di un doppio cessate il fuoco: da un lato per consentire a operatori umanitari di entrare in città a soccorrere i feriti e dall'altro per permettere l'evacuazione dei civili. Sulla prima ipotesi le forze dell'Esercito Siriano di Liberazione hanno posto il veto fin dall'inizio. Mentre sulla seconda è l'esercito regolare a frenare, temendo la ‘fuoriuscita' di ribelli e terroristi. Nella casa dei gesuiti, "l'ultimo dei religiosi rimasti sul posto porta aiuto alla gente e sostiene le famiglie, cristiane e musulmane, che hanno cercato rifugio dalle bombe e dalla violenza. Non solo non può andare via, come tutti, ma non vuole neanche. Dice che non potrebbe lasciare lì donne e bambini". Questa guerra di posizione è in corso da settimane, "con l'esercito che bombarda indiscriminatamente e i ribelli asserragliati nel centro storico, composto da un labirinto di vicoli e stradine che li mettono al riparo dall'ingresso di mezzi militari pesanti" racconta l'interlocutore, mentre la gente è sempre più a corto di cibo e medicinali. "Il rischio è che il conflitto si trasformi in guerriglia urbana. Alcuni residenti riferiscono che i militari hanno già avviato incursioni casa per casa con piccole unità" dice la medesima fonte, per cui uno scenario simile avrebbe conseguenze imprevedibili per la sicurezza della popolazione". (R.P.)

Fonte MISNA