I leader religiosi al G8: ripartire dai valori spirituali per affrontare le emergenze del XXI secolo
Radio Vaticana, 18.06.2009
| "In un momento di crisi economica che fa crollare molte sicurezze avvertiamo in modo ancora più acuto il bisogno di un orientamento spirituale": è l'esortazione contenuta nel documento finale dei 129 partecipanti al IV Summit dei leader religiosi che si è concluso ieri a Roma. Il documento verrà consegnato ai leader politici che si riuniranno all'Aquila dall'8 al 10 luglio per il Vertice del G8. Il servizio di Giovanni Ruggero: Con rispetto e deferenza, gli uomini e le donne di fede si rivolgono ai potenti della terra. Le religioni vogliono aggiungere la loro voce. Mons. Vincenzo Paglia, presidente della Commissione per l'ecumenismo e il dialogo della Cei - che ha organizzato il vertice - spiega che il compito delle religioni non è quello di indicare ricette; tuttavia l'incontro dei leader vuole dire a tutti gli uomini della politica, dell'economia e della cultura, che c'è bisogno di una risurrezione spirituale. Hanno così discusso insieme cattolici e induisti, ebrei e musulmani, scintoisti e buddisti per elaborare il documento che sarà sottoposto all'attenzione dei leader del G8. Di fronte alle molteplici questioni di carattere politico, economico, sociale ed ecologico che interrogano l'umanità - si legge nel documento approvato a Roma - c'è bisogno della sapienza spirituale di cui le grandi religioni sono depositarie, per orientare le culture e fondare eticamente le risposte alle sfide del mondo contemporaneo. Il summit di Roma guarda in faccia alle povertà della terra e le denuncia, in particolare pone l'attenzione su tre emergenze: l'Africa, prima di tutto. E' nostro auspicio - si legge nel documento - che la comunità internazionale, ponga l'Africa al centro delle politiche di aiuto allo sviluppo, trovando nuove fonti di finanziamento alla cooperazione e favorendo il coinvolgimento degli Stati e delle società civili dei Paesi africani in una prospettiva di rinascita dell'intero continente. Poi i cambiamenti climatici, che rendono sempre più urgente e attuale un impegno per la salvaguardia del Creato. Occorre intervenire - scrivono i leader religiosi - per modificare gli stili di vita, affinché si invertano le tendenze distruttive degli equilibri ambientali che osserviamo con crescente preoccupazione. L'uomo - ammonisce e ricorda il documento - ha ricevuto la Terra in affidamento da Dio; ogni generazione la riceve in prestito e ha il compito di lasciarla integra ai suoi figli. Infine la guerra, chiamata "la madre di tutte le povertà": da Roma un appello perché sia bandita dalla politica degli Stati come soluzione dei conflitti. Nessuna guerra è inevitabile, la pace è sempre possibile: sia questa la nuova consapevolezza di tutti. La pace è la prima ed essenziale giustizia per ogni popolo della terra. |


