Missione senza confini
AC ITALIA
SEMINARIO - Roma (Domus Mariae), 22-23 gennaio 2010
 
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21.01.2010
 

Per una missionarietà senza confini (dialoghi.net)
di Stefania Sbriscia

Gennaio: mese della pace, mese della preghiera per l’unità dei cristiani, mese in cui la Chiesa colloca il ricordo della conversione di san Paolo, l’apostolo delle genti. Solo alcuni spunti per comprendere quanto sia importante per l’Azione Cattolica e per la comunità cristiana tutta iniziare il nuovo anno aprendo il proprio orizzonte di attenzione e di impegno al mondo intero. Essere disposti a non chiudersi nella routine per lasciare spazio nelle nostre agende, nella nostra preghiera, nei nostri legami, nelle nostre riflessioni a chi vive lontano fisicamente da noi, a chi parla una lingua diversa dalla nostra, a chi affronta ogni giorno difficoltà differenti dalle nostre, a chi ci interpella proprio con la sua diversità.

Il 22 e 23 gennaio alcuni rappresentanti di associazioni diocesane, membri di presidenza nazionale e collaboratori centrali saranno impegnati a Roma, alla Domus Mariae, in una giornata di studio e di confronto sul tema: “L’Ac nellaChiesa locale e universale: sfide antiche e nuove per una missionarietà senza confini ”. È un percorso che parte, quello dei rapporti internazionali, sin dalle origini dell’Ac. Non possiamo dimenticare, solo per citare un esempio, i frutti di bene raccolti da Armida Barelli addirittura in terra cinese! L’Ac nasce con l’intenzione di non mettere confini alla propria azione formativa e all’annuncio della Buona Notizia, ed anche in questo triennio vuol continuare a coltivare legami significativi, fondati sulla gratuità, sulla disponibilità all’ascolto e al dialogo con chi è lontano geograficamente, sull’accoglienza di chi bussa alla porta delle nostre comunità ponendo interrogativi impegnativi e coinvolgenti.

Nella prima giornata di lavoro, insieme a don Giovanni Cesena, direttore dell’Ufficio nazionale per la Cooperazione missionaria tra le Chiese della CEI, ci lasceremo provocare dalle sfide antiche e nuove poste dalla cattolicità, dal sentirsi uniti a tutte le Chiese sorelle, in particolare a quelle in cui la giustizia, la pace, il rispetto delle persone e dei popoli vengono meno. Continueremo i lavori dando spazio alle voci di chi in diocesi e in parrocchia, con coraggio e fedeltà, in questi anni ha saputo creare e coltivare legami importanti: ricordiamo l’amicizia con le Chiese di Bosnia Erzegovina e di Albania; l’impegno per la vita e la pace in Terra Santa; le esperienze di vicinanza con il continente africano e asiatico (Ac e Fiac: cosa bolle in pentola? Iniziative, progetti e prospettive per promuovere l’Ac).

Daremo spazio, nel momento intitolato Quando l’Ac ha il respiro del mondo, ad una coppia di sposi della diocesi di Padova che ha dedicato qualche anno della propria vita ai fratelli e alle sorelle dell’Ecuador e tenteremo insieme di individuare e Progettare percorsi senza confini nell’ordinarietà della vita associativa. Chi ha avuto la fortuna in questi anni di vivere esperienze di amicizia e di impegno a fianco di Chiese sorelle sa quanti doni si ricevono dall’incontro con chi vive realtà geografiche, culturali e sociali diverse dalla nostra. Per l’AC avere il respiro del mondo significa davvero vivere e capire meglio anche le nostre realtà, piccole o grandi che siano, e ritrovare quell’entusiasmo che a volte la solita routine ci toglie.