LIBANO: Benedetto XVI
Regina Coeli - 11 maggio 2008

Ho seguito con profonda preoccupazione, nei giorni scorsi, la situazione in Libano, dove, allo stallo dell'iniziativa politica, hanno fatto seguito, dapprima, la violenza verbale e poi gli scontri armati, con numerosi morti e feriti. Anche se, nelle ultime ore, la tensione si è allentata, ritengo oggi doveroso esortare i libanesi ad abbandonare ogni logica di contrapposizione aggressiva, che porterebbe il loro caro Paese verso l'irreparabile.

Il dialogo, la mutua comprensione e la ricerca del ragionevole compromesso sono l¹unica via che può restituire al Libano le sue istituzioni e alla popolazione la sicurezza necessaria per una vita quotidiana dignitosa e ricca di speranza nel domani.

Che il Libano, per l¹intercessione di Nostra Signora del Libano, sappia rispondere con coraggio alla sua vocazione di essere, per il Medio Oriente e per il mondo intero, segno della reale possibilità di pacifica e costruttiva convivenza tra gli uomini. Le diverse comunità che lo compongono ­ come ricordava l¹Esortazione post-sinodale Una nuova speranza per il Libano (cfr n. 1) ­ sono al tempo stesso "una ricchezza, un¹originalità ed una difficoltà. Ma far vivere il Libano è un compito comune di tutti i suoi abitanti". Con Maria, Vergine in preghiera a Pentecoste, chiediamo all¹Onnipotente un¹abbondante effusione dello Spirito Santo, lo Spirito dell¹unità e della concordia, che a tutti ispiri pensieri di pace e di riconciliazione.