MARTIRE - Alojzij (Lojze) Grozde
(1923 – 1943)Laico di Azione Cattolica Diocesi di Novo mesto (Slovenia)
Beatificazione 13 giugno 2010 a Celje (Ljubljana) Slovenia
in occasione del Congresso Eucaristico nazionale
![]() | L'Eucaristia sostegno e forza di Lojze Grozde
Il cardinale BERTONE, legato pontificio in Slovenia per il congresso eucaristico nazionale, ha beatificato il giovane martire Osservatore Romano, 14-15 giugno 2010 |
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VIDEO: Slovenski evharistični kongres in beatifikacija mučenca Alojzija Grozdeta |
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RKC.SI |
![]() | Relikvije bla¸enega Alojzija Grozdeta
(Google traduttore SLOVENO) |
![]() | Bertone:"Non disertare l'Eucarestia"
LA STAMPA, 013.06.2010 |
![]() | Biography of Servant of God Alojzij Grozde, layman
Press office of the Slovenian Bishops Conference (pdf 64 Kb) |
![]() | Breve profilo
Fiac |
![]() | Skofija-Novomesto
|
![]() | Promulgazione di decreti della Congregazione delle cause dei santi
27 marzo 2010 |
Il profilo biografico:Lojze Grozde nacque il 27 maggio1923 a Gorenje Vodale, e fu battezzato il 27 maggio, nella chiesa parrocchiale di Tr¸išče na Dolenjskem, diocesi di Novo mesto (Slovenia). Era figlio illegittimo, il padre naturale non lo volle mai riconoscere come proprio figlio. Per questo motivo figlio e madre furono trascurati dai molti parenti. Quando Lojze aveva quattro anni la madre si sposò con un certo Kovač. La madre dovette lavorare molto presso vari padroni per mantenere se stessa e il figlio e cosi Lojze fu allevato presso i nonni materni e la zia.
L’ambiente in cui nacque e visse la sua infanzia il Servo di Dio (SdD), era quello tipico di contadini poveri, dediti al duro lavoro della campagna, ebbe un influsso sul suo temperamento e sul suo carattere personale, molto riservato e timido.
L’ assenza di mamma, sempre molto impegnata con il lavoro, causò a Lojze molta sofferenza. All’età di sei anni cominciò a frequentare la scuola elementare. Malgrado tutte queste difficoltà il SdD fu educato fin da bambino nella fede cattolica e nell’amore verso Dio e verso la patria. La sua profonda vita interiore traspariva già nelle sue composizioni scolastiche, in cui egli superava in tutto i compagni per il suo maggiore sviluppo spirituale.
Terminata con successo la scuola elementare, cominciò a frequentare il ginnasio-liceo nella capitale della Slovenia, a Ljubljana: Dopo otto anni di studio conseguì la maturità classica. Durante lo studio, con l’aiuto di benefattori, potè ottenere un posto nel convitto vescovile a Marijanišče (Marianum). Molto generoso nell'aiutare i compagni di scuola e di convitto, riuscì a conquistare la simpatia di tutti. In quell tempo cominciò anche a comporre poesie. L'8 dicembre 1936 Lojze diventò membro della Congregazione Mariana e si consacrò all'Immacolata. Alcuni anni dopo, diventò pure il presidente della Congregazione Mariana.
Mentre frequentava il liceo, alcuni membri dell'Azione Cattolica, lo invitarono a partecipare alle loro riunioni. I loro ideali lo stimolavano ad affrontare nuovi impegni apostolici: voleva fare tutto per il regno di Dio, condurre gli altri giovani a Cristo, sacrificarsi per la salvezza dell anime. Era convinto, che proprio la Vergine Santissima, di cui era molto devoto, l'aveva guidato verso l'Azione Cattolica per allargare l'orizzonte della sua vita spirituale e il suo campo d'azione. Coltivò in sè una fede sicura e ferma e lo spirito di sacrificio. La sua fede incrollabile lo rendeva ottimista. Nel suo diario aveva scritto: il giovane di Azione Cattolica deve essere sempre disposto ai sacrifici, perfino al martirio e alla morte. Attinse la forza per il suo apostolato laico dall' Eucaristia, alla quale partecipava quasi ogni giorno e dalla Comunione quotidiana.Già durante gli studi al liceo aveva pensato spesso di farsi prete. Dopo la preghiera e una lunga riflessione decise che come laico dell'Azione Cattolica, avrebbe potuto fare di più per il Regno di Dio e per salvare le anime.
Col crescere dell'età continuava a migliorare se stesso. Lojze aveva sempre avuto un forte senso di appartenenza alla nazionalità slovena, ma nello stesso tempo intuiva il pericolo che veniva per il popolo dalla rivoluzione comunista. Durante la seconda guerra mondiale la Slovenia fu occupata dagli Italiani e dai Tedeschi, con la la guerra civile.
Alla fine dell'anno 1942 Lojze desiderava ardentemente di recarsi a casa sua per Natale, ancge se era pericoloso recarsi nella sua terra natale, dove in quel tempo c'erano tanti partigani armati. Ma in Lojze ardeva forte il desiderio a visitare la madre: era tempo di Natale e con la sua visita avrebbe potuto condividere con lei la gioia della festa.
Da Ljubljana a Trebnje viaggiò con il treno. Malgrado i pericoli, il 1 gennaio 1943, giunse a Stična, dove presso il monastero dei Cistercensi, si accostò alla comunione, per l’ ultima volta nella sua vita. Poi proseguì il viaggio verso Mirna, dove partigiani l’afferrarono e lo sottoposero al primo interrogatorio, pensando che fosse stato il corriere. Di sera lo trascinarono nella trattoria di Vidmar e da quel momento iniziarono a torturarlo. Due partigiani insolenti l’accusarono d’essere una spia segreta dei militanti anticomunisti e gli intimarono di confessare i suoi intrighi ostili al popolo. Lojze, non avendo niente da confessare, si rifiutò di dire bugie: addosso non gli hanno trovato niente altro che il piccolo messale romano, il libro “Sequela di Cristo” e alcune imaginette della Madonna di Fatima.
Il SdD fu sottoposto a tormenti e a torture disumane che egli sopportò con grande forza spirituale, abbandonandosi alla volontà di Dio. Dopo una lunga tortura lo uccisero. Come martire cristiano finì la sua vita esemplare all’eta di solo vent’anni.
Il ritrovamento del corpo martoriato avvenne il 23 febbraio 1943. Il corpo insepolto è stato riscoperto da alcuni bambini nel bosco nei pressi di Mirna, vicino al ruscello di Vejeršca. I resti mortali di Lojze Grozde furono sepolti nel cimitero vicino al luogo dove era nato, a Šentrupert na Dolenjskem.
Fin dai primi momenti quando si seppe della sua morte, fu ritenuto dai fedeli un martire cristiano. La sua tomba al cimitero di Šentrupert è diventata meta di pellegrinaggi sia di fedeli singoli, sia di gruppi dei fedeli. Nei decenni dopo la fine della seconda guerra mondiale, a causa del regime comunista che era al potere in Slovenia, in pubblico era proibito parlare a voce alta della morte di Lojze Grozde. Nonostante ciò, i fedeli di nascosto visitavano la tomba e il luogo del martirio portando candele e mazzi dei fiori, chiedendo la sua intercessione nelle loro preghiere.
La morte del Servo di Dio Lojze Grozde è da ritenersi un martirio nel senso formale, perché da una parte i persecutori si sono lasciati guidare dall’odio verso la fede, e dall’altra parte il SdD ha sacrificato la sua vita per amore della fede e della Chiesa cattolica.La fama del martirio di Lojze Grozde presente tra i fedeli da subito, è presente tuttora con la convinzione che si sia trattato di un martirio a causa della fede. La fama del martirio di Lojze Grozde venne messa in risalto anche dal Papa Giovanni Paolo II in occasione della sua visita pastorale in Slovenia dal 17 al 19 maggio del 1996. Dallo stesso Papa il Servo di Dio venne definito “il discepolo di Cristo” e fu annoverato tra “gli eroici testimoni della Fede”. I fedeli hanno testimoniato la sua fama di santità e di martire cristiano dalla morte di Grozde fino ad oggi.
Grozde è il simbolo di tutti gli Sloveni cattolici sottoposti al martirio durante e dopo la guerra a causa della loro fedeltà alla fede. Egli è uno dei più grandi giovani Sloveni che risplende anche oggi come esempio per i giovani del nostro paese.
Il profilo biografico preparato da Igor Luzar, postulatore
27 febbraio 2010






